Giovinazzi (Confagricoltura Taranto): «Taranto e l’agricoltura vanno liberate dall’inquinamento: al referendum voteremo con due sì»

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ilva«Taranto e la nostra agricoltura vanno liberate dall’inquinamento». Gerardo Giovinazzi schiera con convinzione la sua organizzazione di categoria, Confagricoltura Taranto, dalla parte di chi vuole un territorio non più «schiavo della monocoltura dell’acciaio» e «indifeso di fronte ai dati epidemiologici che ogni giorno di più svelano i danni provocati dall’industria pesante e dall’inquinamento che ha devastato l’ambiente e la salute dei cittadini».

Per questo Giovinazzi invita i suoi associati e più in generale i cittadini tarantini a recarsi alle urne domenica, giorno in cui ci celebrerà il referendum consultivo sull’Ilva: «Il mio appello è a votare convintamente sì, sia per la chiusura totale dello stabilimento sia per la chiusura parziale, quindi della sola area a caldo». La posizione dell’organizzazione agricola è netta: «Non vogliamo passare alla storia – sottolinea Giovinazzi – come un nuovo caso Seveso o un caso Brescia, né fare la fine di Bagnoli, dove oggi s’indaga sulla cattiva e fraudolenta bonifica dell’ex area siderurgica: un’incredibile beffa che assomma nuovo inquinamento al vecchio».

In particolare, Giovinazzi insiste nel riaffermare alcuni snodi fondamentali di questa intricata vicenda: «Confagricoltura – ricorda – sin dall’inizio è stata dalla parte di chi ha compiuto il suo dovere, persone come il gip Patrizia Todisco, un giudice che ha fatto semplicemente ciò che era ed è nelle sue competenze, peraltro muovendosi in uno stretto labirinto in cui convivono – non con pari dignità – ambiente, salute, lavoro e, particolare spesso dimenticato dai più, il rispetto della legge che vale erga omnes».

Nel momento in cui l’acciaio viene messo in discussione, per Giovinazzi è giusto «riaffermare la centralità del comparto agricolo troppo spesso ridotto ad un rango di insopportabile subalternità». «Anche da vari ministri che avrebbero dovuto tutelare l’ambiente e la città e invece hanno pensato a tutt’altro, oppure dallo stesso Clini che purtroppo per noi è pure incappato in una clamorosa topica come quella “dell’avvelenamento della catena alimentare”. Per tutti questi motivi oggi Confagricoltura, scevra da posizioni para-politiche o para-ambientaliste si schiera decisamente dalla parte di Taranto e dei tarantini». Con un paio di obiettivi inderogabili, al di là dell’esito del referendum consultivo: «Confagricoltura – conclude Giovinazzi – esige in ogni caso il rispetto delle previsioni dell’Aia e il ristoro per i danni diretti e indiretti subiti dagli agricoltori, i quali andranno pienamente coinvolti nel processo di bonifica del territorio tarantino».

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